Cosa c’entrano l'OMS Slow Food i semi e la minaccia globale di libertà e diritto al cibo buono pulito e giusto?

E' vietato vendere semi locali. Perchè? Cosa possiamo fare per innescare un cambiamento?

Eccoci a parlare di semi.. dobbiamo pensare che sia un argomento naif? cose lontane dalla nostra vita?

Senza entrare in dinamiche di posizioni opinabili sulla valutazione degli equilibri economici e finanziari moderni, nelle quali mi sento di dire sulla base delle decisioni recenti dei grandi organismi non governativi che ci possa essere l'iintenzione di attuare meccanismi di controllo demografico (è una mia opinione su cui entrerò nel merito) mi soffermo su questi elementi di riflessione che compongono questo esame di analisi1.. e che mettiamo nella colonna dei problemi. Essi sono:


1) Il codex alimentarius. Introdotto a fine anni 50 ed entrato in vigore il 31 12 2009 con l’intento di proteggere la salute dei cittadini appare sempre più orientata alla semplificazione di procedure nel settore della produzione alimentare. Si legge che "la più importante lobby chimico farmaceutica nacque e sostenne economicamente il partito nazista negli anni 30 e nonostante i responsabili della IGFarben venissero dichiarati colpevoli nel 1952 per questo banale coinvolgimento, essi vennero liberati un anno dopo con l’aiuto di dirigenti che facevano e faranno parte di BASF, BAYER e HOECHST. Le quali aziende accolsero nel direttivo anche ex dell’apparato tedesco del periodo nazista." C'è un gap documentale che attraversa una trentina di anni ma guarda un pò.. giro di vite dell'Unione Europea che stabilisce il principio delal Coesistenza delle produzioni agricole ovvero il diritto di esistenza di colture tradizionali, biologiche, OGM per una quota di suolo rispettiva pari al 33%. E questo solo perchè i paesi membri dell'UE non sono scaltri come altri.. altrimenti saremmo già tutti a parlare di ricordi e memorie del cibo.

Il rapporto tra Commissione del Codex e lobby del farmaco può apparire più evidente in questo decennio in cui OGM e prodotti di sintesi vengono messi sullo stesso livello se non addirittura difesi a discapito dei prodotti naturali anche nel campo medicale.


2) Lo Svalbard Global Seed Vault.
Si tratta di una fortezza costruita nelle Svalbard dunque oltre il confine del Circolo Polare Artico. Un edificio che si insinua nella roccia con cunicoli larghissimi e che contiene una banca mondiale dei semi. Un edificio protetto contro ogni minaccia, che vista la fatica di mantenere viva una banca del germoplasma di provincia lascia immaginare quanto sia stato speso e quanto poco sia realmente costato ai governi. Opere così grandi non possono essere pagate con soldi pubblici, e pensando a quanta energia sia spesa per proteggere semi mentre qui sia del tutto impossibile utilizzarli a favore di semi ibridati (ne parlerò in seguito) non posso che pormi delle domande. 

Global Seeds Vault Svalbard

Io non considero ‘buono’ questo progetto per la semplice ragione che nessuno dovrebbe difendere militarmente una banca di semi della terra dentro mura inviolabili in un luogo inospitale all’uomo. La forza economica e militare che è stata messa in campo per proteggere questa fortezza stride con la guerra che i colossi stanno muovendo a chi difende i semi veri ed autoctoni riproducendoli liberamente, come avviene in India con questi 1800 nodi segreti di custodi e contadini che hanno il compito di rigenerarli. Un vero Peer to peer anarchico? allora perché i semi in Norvegia sono protetti con l’esercito?

Vandana Shiva chiama questi semi i 'semi del suicidio' in suo libro. I costi umani dell'ingegneria genetica in agricoltura.

E non è un caso se nel mondo al Global Seeds Vault si stia usando un nuovo termine NUTRICIDIO.


3) La sentenza EU contro la KOKOPELLI, famosa associazione francese che promuoveva la tutela e la diffusione libera di semi. Siamo nel 2012. Il 19 gennaio 2012 l’avvocato generale presentò le sue conclusioni, che non saranno poi condivise interamente dalla corte, nelle quali era indicato: «le sementi della maggior parte delle specie di piante agrarie non possono essere commercializzate se non è ufficialmente ammessa la varietà in questione. Tale ammissione presuppone che la varietà sia distinta, stabile od omogenea (…) ed inoltre occorre che sia stabilita la capacità di rendimento – un valore di coltivazione o d’utilizzazione soddisfacente – della varietà, nel caso di cicoria industriale. Ora, per molte delle “varietà antiche” queste prove non possono essere portate. Si pone perciò la questione se in questi casi la restrizione agli scambi di sementi sia giustificata». La Corte di giustizia dell’UE ha invece giudicato, nella decisione diffusa il 12 luglio 2012, che le direttive europee sul commercio dei semi orticoli sarebbero valide sia riguardo ai principi informatori dell’Unione europea, sia rispetto al Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l’alimentazione e l’agricoltura e terrebbero conto degli interessi economici dei venditori delle varietà antiche, sotto certe condizioni che ne consentono il commercio.
Esaminando la sentenza, si osserva che la Corte antepone lo scopo di garantire sementi molto produttive e non considera la biodiversità, pur citando per primo il trattato internazionale (cfr. Doc. Cee).


4) Il progetto degli Orti In Condotta di Slow Food Italia. che ha come riferimento i Docenti, gli educatori, che attua un percorso di educazione ambientale secondo un Format che però non consente modifiche. Mentre oggi un Preside di un Istituto Scolastico ha di recente maturato maggiori poteri, senza considerare invece il terreno perso in termini di rapporto tra scuola e territorio locale, il fatto che le mense siano sempre meno, che l’economia ‘supplementare’ di una scuola non è più subordinata a fondi regionali ma a bandi e fondi europei, con conseguente attenzione a innovazione e sempre meno compatibili con temi di cibo ed educazione alimentare o ambientale.

L'ITALIA

Nonostante sia stata approvata una legge di recente il 6 aprile 2007, n°46 avente come obiettivo una piccola deroga alla normativa europea, ci troviamo di fronte ad una legge che rimane nella sfera del mondo amatoriale e non di quello produttivo. Viene così riconosciuto il diritto dei coltivatori a scambiarsi tutti i semi delle varietà tradizionali, a condizionen che queste siano iscritte in un registro nazionale, ancora da istituire, delle varietà da conservazione. Le sementi tradizionali devono essere autoriprodotte, tramandate da almeno 50 anni e coltivate dallo stesso produttore che le scambia in ambito locale, cioè quello di tradizionale coltivazione di una varietà o nell'ambito della provincia, e in quantità limitata: 1000 m2 per patate e orticole; e un ettaro per cereali e colture da campo.

Ho pensato alla gravità di questa situazione. C'è una palese remissione da parte dei governi che hanno visto la scena politica dopo la firma dei trattati di pace. Ancora prima dell'anno 2000 l'Italia ha sempre svolto una parte molto piccola nel tavolo internazionale, e se guardiamo lo storico dei registri che indicano quali semi si possano utilizzare per produrre alimenti emerge che il seme IBRIDATO è protagonista.

Questo è l'elenco dei semi di tipo agricolo per l'anno 2017

http://www.sementi.it/documenti/registri/ITA-agrarie/RegistroAgrarie(5apr2016).pdf?fref=gc&dti=1452986451451237

E questo quello dei semi coltivabili di tipo ortivo

http://www.sementi.it/documenti/registri/ITA-ortive/RegistroOrtive(5apr2016).pdf?fref=gc&dti=1452986451451237

POMODORO H


In questo indice cercate il pomodoro che inizia a pagina 38 e contate quanti pomodori è ammesso coltivare in Italia e quanti NON hanno la lettera H nella seconda colonna, che è utilizzata per indicare il tipo di ibridazione.


Io penso che il ruolo del seme sia la base, il pilastro su cui può reggere o meno la nostra associazione Slow Food di domani. Nonostante Carlin Petrini sia stato nominato Ambasciatore della FAO, perchè alla luce di questi dati può addirittura sembrare che gli Organismi sovra nazionali tentino un lavaggio della propria immagine sfruttando l'autorevolezza e la moralità del custode di una verità scientifica mondiale, frutto di 30 anni di associativismo e delle brillanti visioni di Petrini.

Ma i semi non possono svolgere un ruolo marginale nella nostra vita!

Perché lottare per difendere o raccontare o mangiare un prodotto in estinzione o un Presidio o un prodotto dell’Arca del Gusto come effettivi testimoni di una biodiversità che celebriamo e viviamo nel nostro tempo ha poco senso se domani queste lobbies controlleranno tutto o se normative sempre più stringenti limiteranno i semi (come già accade) alla circolazione a favore di quelli certificati dalle poche case produttrici, semi che sono quasi tutti ibridati, spesso OGM e comunque semi che riducono lo spettro dell’oggi conosciuto a poche varianti per un migliore profitto e resa non di chi coltiva ma di chi li vende.

La sterilità della nuova Terra che vivremo va a braccetto con la politica di controllo demografico, oggi fenomeno incontrollabile e mal visto da questi innominabili.

Il fatto che malattie, intolleranze del tutto inaccettabili, vaccini e contromisure siano l’unica cosa che domini la politica mondiale (con catastrofi inedite, terrore, prescrizioni obbligatorie e restrizioni di varia natura) mi fa pensare che una fortezza di semi serva un domani a controllare la Terra per sterilizzarla e che anche il divieto di vendita di semi liberi sia un segno che stiamo vivendo una fase di transizione.

In Italia è possibile SOLO fare eventi saltuari di libero scambio e NON di vendita di semi autoprodotti e SOLO per piccoli volumi.

Dal momento che il progetto degli Orti In Condotta di Slow Food è nato per iniziare un cammino di educazione nelle scuole passando dai maestri con un percorso triennale di formazione continue ed educazione ambientale ed alimentare, mi sono imaginato un rinnovamento di questo progetto per portare una soluzione di contrasto al dramma delle conseguenze di una sottomissione alla politica globale di controllo dei semi.


Anche l’Italia può essere una rete libera di semi, al pari di quel che accade in India. I Presidi degli Istituti Scolastici sono concretamente dei super amministratori e nel perimetro dell’Istituto sono effettivamente molto autonomi. E i bambini amano avere obiettivi veri, profondi e sentirsi utili.

Ogni territorio Italiano ha una sua storia di cibi e varietà autoctone, spesso in crisi di estinzione. E ci lamentiamo dei tanti centri commerciali che in ogni stagione diffondono bustine di semi per permettere ai nostri nonni di piantare ogni anno gli ortaggi di ogni tipo.. semi che NON sono IDENTITARI.


Benissimo. Allora ogni città ha il proprio bagaglio di semi autoctoni?. Ogni bambino dovrebbe avere un proprio laboratorio e portare a termine il compito di riprodurli.

Ogni scuola potrebbe diventare una BANCA DEI SEMI AUTOCTONI LOCALE, e ogni contadino o amatore potrebbe approvvigionarsi alla scuola vicina GRATUITAMENTE.


Dunque nessun illecito per la nostra legge, ma rivoluzione dei semi.

è inutile parlare dei carciofi di perinaldo se un domani i semi non ci saranno più. E’ un percorsso di lavoro e formativo autentico, locale, fortemente identitario.


I bambini si chiameranno Paladini dei Semi autoctoni, e al diavolo la fortezza dei semi. Se fossero liberi non servirebbe una guardia del corpo. A meno che non ci stia bene un domani mangiare pappette finte come sulla ben nota Enterprise.

FONTI UTILI PER LETTURE ALTERNATIVE:

https://www.croptrust.org/our-work/svalbard-global-seed-vault/interactive-visit/

http://www4.dr-rath-foundation.org/PHARMACEUTICAL_BUSINESS/health_movement_against_codex/health_movement24.htm

http://www.agribionotizie.it/AGRIBIO2010/RUBRICHE/codexal.htm

http://www.odradek.it/Schedelibri/SemidelSuicidio.html - Vandana Shiva

http://www.resilience.org/stories/2017-07-21/svalbard-global-seed-vault-not-the-doomsday-seed-vault-but-rather-the-vault-of-doom-part-13/

https://ciboprossimo.org/2013/01/21/della-causa-baumeaux-contro-kokopelli-sulle-sementi-antiche/

http://www.semirurali.net/modules/news/article.php?com_mode=thread&com_order=1&storyid=185

http://www.slowfood.it/educazione/orto-in-condotta/

http://www.terranuova.it/News/Agricoltura/Scambio-di-semi-ora-e-legale.-Quasi

Sentenza della Corte EU contro KOKOPELLI