Fonti:

Il Sole24 Ore - I rischi dell'autodiagnosi

Forbes : Why Don't I Even Want To Wear a Watch?

http://www.wearabledevices.com/what-is-a-wearable-device/

WWD Women's wear Daily

#WTS2015 

EssenzaDigitale

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2010..11..15 Non siamo ancora nel boom ma poco ci manca. Le tre grandi mucche da mungere ovvero la nanotecnologia, il settore del biomedicale, l'autodiagnosi, l'Internet Of Things si fondono dando luce ad un nuovo decennio di APP per dispositivi mobili, vestiti, scarpe, accessori fatti di sensori, Imprese ed invenzioni tutte legate alla salute ed al benessere dell'uomo.

Vuoi programmare la tua dieta? Vuoi sapere cosa Ë meglio mangiare? Vuoi sapere quante calorie stai assumendo o dovresti assumere? Hai fatto 10mila passi? Dormi bene? Sarai diabetico fra 40 anni?

Da un paio d'anni le multinazionali ed i brands stanno -finalmente- partorendo ciò che avrebbero dovuto fare prima ovvero strumenti intelligenti che si plasmano con la nostra quotidianità.

Non fraintendetemi non sto affermando che li aspettavo. Sto affermando piuttosto che queste cose dovevano uscire almeno dieci anni prima! Ma la ricerca vera, l'innovazione e tutti gli strumenti per incentivarli non li abbiamo visti (e non Ë che oggi ce ne siano davvero tanti). Non a caso le grandi novità non arrivano dai pochi Startuppers e makers piuttosto da Nike, Google, Apple, KLM, SAP, Samsung.

Cucchiai e posate intelligenti. Appendiabiti con i like nei grandi store Newyorkesi, copertoni che ti salvano la vita, vestiti che ti misurano le funzioni vitali dal wereable ai problemi di dislessia esiste o esisterà una soluzione.

E non mancano strumenti veramente utili per chi ne ha davvero bisogno come le stampanti 3D umanitarie (cit link).

Fin qui chiunque direbbe: evviva.

Dal momento che questo settore (il cui apice sarà il Robot umanoide) è un buco da riempire (e vale centinaia di milliardi) è abbastanza evidente che chiunque si improvviserà medico o angelo custode per darvi anche GRATUITAMENTE una bella mano!

La Statunitense FDA: Food And Drug ha dovuto produrre tardivamente un documento in cui DISCIPLINARE (cit. link) questo mondo caotico di strumenti informatici per il settore biomedicale per tamponare il problema etico o semplicemente per garantire uno standard di sicurezza per i consumatori.

Cosa succede se una mamma volesse CURARE il proprio figlio con una APP anzichè andare da un logopedista? Pagando magari 40€ e leggendo sullo STORE che quella APP ha 5stelle ed è raccomandata da tutti come stupenda?

Guardate qui quante App si possono reperire (e non ci metto la mano ma sono convinto che molte di esse siano davvero utili) . Abbiamo App per disegnare, per parlare, per bambini autistici. Una pagina web ben curata e redatta da un Medico Chirurgo.

Ma se poi suo figlio dovesse peggiorare o perdere sensibilmente alcune funzioni a causa di quell'APP?

E' accaduto davvero.. ed ecco perchè l'FDA ha dovuto normare questo nuovo settore.

Le responsabilità e la fiducia che affidiamo a questi strumenti è davvero troppa.

Mi spiego meglio e nel farlo vi racconterò di una App che sarà disponibile a partire da Marzo 2015 da una celebre associazione che si prefigge di tutelare i consumatori: Altroconsumo. Citando l'omonimo giornale Altroconsumo -Marzo 2015- 290,61

"Abbiamo sviluppato una app per smartphone che permette di controllare la qualità nutrizionale di oltre 450 merendine, in più un dietologo risponde".

Sei nel supermercato e non sai cosa comprare? Usa la nostra app.

Allora ricapitoliamo: Vi ricordate la Weight Watchers, i venditori porta a porta degli anni 80 e le vostre mamme che pagavano per rimettersi in linea? Oggi la rivoluzione di Internet e dei piccoli strumenti intelligenti ha drasticamente rivoluzionato il nostro sistema di progettare la nostra salute: ci sono enti.. associazioni.. consorzi che si arrogano il titolo di pontificare (più o meno bene.. più o meno con ragione.. più o meno con imparzialità) su cosa ci fa bene e cosa no.

Qui c'è scritto cosa è sano. Qui dove comprare il cibo migliore. Qui come devi muoverti oggi, quanto hai sudato etc. Fatti un piccolo tampone e scoprirai se e come camperai a 90 anni! I maghi e gli oracoli ai quali non avremmo dato un soldo.. ora entrano VELOCEMENTE nel nostro taschino.

Il mio messaggio è semplice: sono questi dei veri strumenti di manipolazione ed informazione di massa nel settore dell'educazione alimentare ? Si.

I grandi BIG dei nostri giocattoli da tasca hanno infatti acquisito stabilimenti legati al settore biomedicale (cit. qui). E' la nuova corsa all'oro! Chi primo arriva diventerà miliardario. Chissenefrega della salute vera.

E' un fenomeno virale ed incontrollabile. E siamo tecnicamente all'inizio di una curva che durerà almeno 10 anni fatta solo di questo. Per esser precisi il termine tecnico che segnerà questa generazione di app e gadget si chiama : Singularity  (http://singularityhub.com/). Non è un neologismo.. ma in questo contesto assume il significato di voler accelerare la qualità della nostra vita superando vorticosamente i limiti tecnologici che stiamo vivendo.

Probabilmente non voleremo, ma utilizzeremo App più o meno gratuite che vi diranno cosa mangiare o cosa sarà meglio per voi!. Ovviamente più sono gratis più nutriranno le grandi corporazioni (cit. EssenzaDigitale qui) di dati personali e forse anche di qualcosaltro!. Dunque per nulla orientate allo scopo per cui saranno progettate.

App che raccoglieranno i vostri dati biometrici.. li comunicheranno con il vostro consenso esplicito (ACCETTA se vuoi installare questa APP) a società terze, le quali sapranno che preferite la maionese piuttosto che il vino in cartone. Sapranno come vivi, cosa mangi, etc.. Siamo davanti al portone dell'era di Minority Report. Dobbiamo solo spingerlo.

Allora quali strumenti abbiamo per tutelarci e difenderci? Perchè tanto lo sappiamo che quella porta si aprirà ugualmente!

Vogliamo fidarci di loro? E scivolare lentamente in un paio di mesi con un cellulare pieno di Apps che ti biomisurano l'ultimo pelo sulla schiena o che ti dicono di mangiare in quel ristorante perchè ..lo sai!!.. li c'è il tuo piatto preferito. Che poi non lo vorremmo.. ma tutti i nostri amici, figli e colleghi li useranno. E dovremo farlo pure noi no?

Io una risposta ce l'ho.

Intanto Iniziamo a discriminare le fonti: chi regala tutto, chi ha piedi e mani infilate in holding o società che vendono o producono cibo, beni, servizi invece di chi infine si dedica a preservare e tutelare il patrimonio, la biodiversità, a sostenere legalmente i piccoli produttori e le microimprese, etc..

Ricordiamoci che i moderni smartphones sono delle scatole micidiali ma hanno un sistema per proteggerci: Il Privacy Guard. Attiviamolo.. e selezioniamo tutte le App che pensiamo possano accedere alle nostre informazioni vitali, personali, sensibili.

Non deleghiamo tutto il nostro futuro e la nostra pancia a terzi.. perchè questo ci aiuta ad impigrire il nostro amor proprio: vi ricordate quando avevamo i telefoni con la rotella? sapevamo i numeri a memoria.. ed ora? Ricordatevi che in ogni App esistono strumenti NON VISIBILI che consentono la raccolta di tutti i dati in esso contenuti. Infine alleniamo la nostra fame.. scartiamo i cibi facili.. le offerte facili.. perchè il gatto e la volpe, in questo millennio.. hanno sembianze molto più difficili da riconoscere.

CURIOSITA':

APPS INTELLIGENTI CI SONO ECCOME, ECCONE TREicea

Per controllare gli ingredienti dei cibi che comprate al supermercato o dei prodotti di cosmesi, ecco due interessanti applicazioni. La prima, già attiva da un paio d’anni, è stata creata dall’ICEA, l’Istituto per laCertificazione Etica ed Ambientale.

“ICEA Check Food permette di verificare se gli additivi alimentari, indicati sull’etichetta del prodotto acquistato, sono compatibili con il metodo di produzione biologico – informa il portavoce ICEA – inserendo il nome degli additivi alimentari Icea Check Food li divide in buoni e cattivi,  in base al Regolamento CE 834/2007 per la produzione biologica. Lo stesso discorso vale per  ICEA Cosmetic Check, dove in verde sono evidenziati i composti eco e dermocompatibili, secondo l’inventario europeo INCI, che non sono tossici e non producono effetti indesiderati sul corpo umano”.

La seconda applicazione è  Biotiful, utile strumento che ci mette a disposizione di click il frutto di anni di ricerche ed analisi sui componenti dei prodotti d’igiene personale e di cosmetica. “Purtroppo molte persone non hanno la minima idea di cosa entri in contatto con la loro pelle – afferma lo sviluppatore dell’applicazione Damiano Hernando Rodriguez – per questo è nata Biotiful, che conta con un un database di oltre 10mila prodotti e relativi ingredienti, per aiutare il consumatore ad identificare le sostanze nocive per la pelle. Basta scannerizzare il codice a barre del prodotto con il nostro smartphone per ottenere tutte le informazioni, ingrediente per ingrediente”.

Cercando di documentarmi mi sono imbattuto su questa azienda, la Jeckolab, che fa apps per apprendere destinate ai bambini. Per nulla interessato a far loro pubblicità, mi sono deciso a pubblicare questa nota poichè ci sono aspetti legati alla progettualità che sembrano privilegiare l'utente e non il venditore.

JekoLab, specializzata nella creazione di applicazioni digitali educative rivolte all’infanzia, in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Torino lancia Biancaneve e i sette nani, fiaba interattiva per bambini dai 4 agli 8 anni. Disponibile in italiano, inglese e francese, l’applicazione funziona su iPad, iPhone e iPod Touch.

Una delle altre novità introdotte da Jekolab con Biancaneve è la possibilità di registrare la voce di chi legge il racconto: non solo i più piccoli potranno così riascoltare la fiaba con la voce di mamma o papà, ma potranno allo stesso modo registrare e riascoltare la propria voce, eseguendo così un esercizio di lettura e riascolto.

Inoltre con Biancaneve, JekoLab introduce i più piccoli alle lingue straniere. La nuova app consente infatti di combinare speakeraggio e testo scritto usando lingue diverse: in questo modo mentre si interagisce con i personaggi e gli elementi della scena sarà possibile ascoltare la fiaba in una lingua, ad esempio inglese, e visualizzare il testo in un’altra, ad esempio in italiano.