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La parola d'ordine è biodiversità.

Questa è la chiave del 2014, che non è un tormentone politico o una parola da buttare così, per far bella figura. E' solo una cosa che abbiamo intorno da secoli, e che forse .. più o meno velocemente.. sta finendo.

Chi ha la forza economica di proteggerla?

Io?.. Voi? per far questo ci vuole un movimento, soldi, progetti, interessi e magari un meccanismo di profitto (positivo). 

Cito dal sito:

Slow Food è una associazione internazionale non profit impegnata a ridare valore al cibo, nel rispetto di chi produce, in armonia con ambiente ed ecosistemi, grazie ai saperi di cui sono custodi territori e tradizioni locali

In particolare è chiaro l'articolo 3 dello STATUTO INTERNAZIONALE:


Art. 3
Slow Food è una Associazione internazionale democratica, culturale, di promozione sociale e di formazione dell’individuo. Essa si propone la creazione di una rete di comunità locali.
Una comunità locale Slow Food è un insieme di individui che ne condividono i principi e che intendono coltivare comuni interessi di carattere culturale a partire dal campo dell’alimentazione.
Slow Food opera per la tutela del diritto al piacere, per il rispetto dei ritmi di vita naturali, per un rapporto armonico con la natura, per il perseguimento di una qualità alimentare buona, pulita e giusta, per la salvaguardia dei saperi tradizionali, per la creazione di modelli di economia locale e sviluppo sostenibile funzionali a questi scopi.
Slow Food si propone di:
a) far acquisire dignità culturale alle tematiche legate al cibo, alle bevande, alla alimentazione e alle scienze gastronomiche nel loro complesso;
b) individuare i prodotti alimentari e le modalità di produzione legati a un territorio, nell’ottica della salvaguardia della biodiversità, promuovendone l'assunzione a ruolo di beni culturali;
c) elevare la cultura alimentare dei cittadini e, in particolare, delle giovani generazioni, con l'obiettivo del raggiungimento della piena coscienza del diritto al piacere ed al gusto, nonché della acquisizione di una responsabile capacità di scelta in campo alimentare;
d) promuovere la pratica di una diversa qualità della vita, fatta del rispetto dei tempi naturali,
dell'ambiente e della salute dei consumatori, favorendo la fruizione di quei prodotti che ne rappresentano la massima espressione qualitativa;
e) favorire, intendendola come massima espressione, una qualità del cibo rispettosa di tre elementi imprescindibili: bontà organolettica, sostenibilità ecologica dei processi produttivi, distributivi e di consumo, rispetto della giustizia sociale e della dignità di tutte le persone coinvolte nella filiera alimentare;
f) sostenere il pieno rispetto delle diversità culturali del mondo, in un’ottica di scambio e confronto utile a tutti, senza discriminazione di sorta;
g) realizzare e valorizzare modelli di economia locale di produzione alimentare;
h) recuperare, documentare e riproporre la memoria locale e in particolare i saperi tradizionali legati al mondo del cibo;
i) contribuire allo sviluppo della rete associativa internazionale;
j) realizzare progetti di cooperazione internazionale volti alla tutela della biodiversità e al sostegno delle comunità del cibo, particolarmente nei Paesi in via di sviluppo;
k) sollecitare l’attenzione dell’opinione pubblica verso le tematiche ambientali ed in particolare verso la salvaguardia della biodiversità e delle tradizioni culinarie.

Per il raggiungimento di queste finalità Slow Food potrà, a titolo esemplificativo e non esaustivo:

a) coordinare e realizzare progetti di ricerca, catalogazione e promozione per la salvaguardia della biodiversità alimentare, contrastando la crescente omologazione dei consumi, promuovendo, organizzando e/o partecipando a progetti per lo sviluppo di forme di agricoltura ecocompatibile;
b) promuovere o sostenere iniziative con l’obiettivo di preservare e valorizzare l’identità storico-culturale di un territorio specifico, cui si lega una particolare produzione, in particolare attraverso l’istituzione di Presìdi per la difesa della biodiversità;
c) sviluppare una rete di relazioni, attività e iniziative a livello locale e internazionale con e fra le comunità del cibo, formate da tutti i soggetti che operano nel settore della produzione e della trasformazione del cibo;
d) favorire la conoscenza e la fruizione dei prodotti del territorio attraverso iniziative che favoriscano la riduzione della filiera distributiva, il rapporto diretto tra produttore e coproduttore, e l'organizzazione di attività di turismo enogastronomico;
e) promuovere, organizzare, gestire, partecipare ad attività educative anche nel campo della scuola e dell’università attraverso progetti di ricerca, coordinamento, formazione e aggiornamento, finalizzati a una piena attuazione del diritto allo studio, all'educazione alla salute, all’educazione sensoriale e del gusto, allo sviluppo di una corretta cultura alimentare;
f) proporre e organizzare programmi di cultura alimentare e sensoriale diretti ai soci, a tutti i cittadini e agli operatori del settore enogastronomico, per una più diffusa conoscenza delle radici storiche e dei processi produttivi in tutti i settori merceologici;
g) stimolare e assumere iniziative tese al miglioramento dell’alimentazione quotidiana, anche rispetto alle forme di ristorazione collettiva;
h) valorizzare l’opera di coloro che, anche al di fuori dell’associazione, hanno contribuito al conseguimento delle sue finalità, attraverso il conferimento di premi, l’erogazione di contributi, la diffusione e la pubblicizzazione dei risultati che hanno ottenuto, ed altri mezzi idonei.

Per raggiungere gli scopi che si propone, Slow Food può partecipare a livello internazionale o nazionale ad organismi pubblici o privati, promuovere circoli, affiliare produttori ed operatori del settore, gestire in prima persona iniziative anche economiche ritenute utili al proprio fine sociale; può promuovere e/o sostenere fondazioni, centri studi, iniziative editoriali e promozionali, intraprendere tutte quelle attività che non contrastino con la sua natura associativa.

A tal fine Slow Food si impegna a reperire le risorse economiche che assicurino l’attività della “Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus” (avente fra i compiti primari il finanziamento dei Presìdi e dei progetti di filiera corta nel mondo) e della “Fondazione Terra Madre” (istituita principalmente per favorire e sviluppare l’incontro mondiale delle comunità del cibo e delle scienze), di entrambe le quali è fondatrice.

Slow Food inoltre si impegna ad assicurare l’attività ed il migliore sviluppo della “Università degli Studi di Scienze Gastronomiche”, della quale pure è fondatrice, avente tra le sue finalità la formazione (tramite docenti di chiara fama provenienti da tutto il mondo) di operatori in grado di diffondere la cultura di Slow Food e di favorire lo sviluppo di modelli alimentari buoni, puliti e giusti.
Slow Food, attraverso il proprio Comitato di Presidenza Internazionale, si impegna ad assicurare il coordinamento di tali enti fra loro o verso ogni altro ente avente, ovunque nel mondo, finalità analoghe e condivise.