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Il manuale di qualità è inteso come l'insieme delle regole che riaguardano la conduzione dell'attività apistica.

Non basta rispettare le leggi esistenti. Non basta amare e rispettare la natura. Per fare bene e per fare un buon miele occorre spingersi oltre. Selezionare l'ambiente in cui si decide di tenere le api. Preoccuparsi di chi ci vive intorno. Preoccuparsi di un livello altissimo di igiene anche nei laboratori. Scrivere, scrivere, scrivere e tenere traccia. E tanto altro ancora.

Qualità è anche ragionare per processi, similmente a come si ragiona in una grande azienda. Scomporre le attività in operazioni più semplici e via via finchè ogni singola operazione non sia facilmente gestibile, documentabile. Al fine di scoprire i limiti, i rischi, i possibili miglioramenti. Solo dopo molti anni di passione (e noiosa ripetizione a volte) si arriva ai cambiamenti.

Ma si cambia anche grazie all'esperienza degli altri. Quanto fumo sprecato all'inizio, ora usato a piccole dosi e con paglia naturale.

In questo documento mettiamo a disposizione il nostro manuale, che contiene anche le informazioni che identificano i nostri prodotti:

Lavorando con il 'Gruppo per la Biodiversità' della Condotta di SlowFood di Torino, abbiamo di recente esaminato il loro Disciplinare dei 'Mieli di Alta Montagna' e abbiamo deciso di riscrivere il nostro manuale di qualità per renderlo leggibile e confrontabile con quello Slow. 

Ci siamo accorti che eravamo molto allineati, e se alcune loro descrizioni sono didascaliche e generiche perchè applicabili a tutto il territorio italiano, altre (le nostre) erano molto minuzione, a volte fin troppo.

Il manuale è visionabile qui: Disciplinare_Man_Qualità_Pagliai.pdf

ecco un esempio:

Area de La Mandria: E' la più estesa area (oltre 2500 ettari) di foresta planiziale dell'alta pianura piemontese attribuibile all'alleanza Carpinion a farnia dominante, rovere, raro cerro, betulla, frassino, tiglio cordato, ciliegio selvatico. Brughiere relittuali a Molinia arundinacea con betulla.

 

Le aree di raccolta (o di pascolo) interessano il Parco Regionale della Mandria. In particolare l’area comprende più comuni : Druento, La Cassa, Fiano, Robassomero. Esso è tutelato dall’Ente Parco della Regione Piemonte ed oggetto di vincolo di edificazione a partire dal 1978 (ved. Art.4 : Forme di salvaguardia).

 

Le aree di raccolta (o di pascolo) sono locate tra le aree pedemontane ed il centro del Parco stesso e distanti più di 3 km da fonti di inquinamento o contaminazione, quali centri urbani di grandi dimensioni, zone industriali, strade di grande comunicazione, inceneritori, discariche, coltivazioni intensive (in cui venga fatto uso di pesticidi), onde evitare di compromettere le caratteristiche chimico-fisiche, organolettiche del miele.

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Gli unici due metodi di allontanamento delle api dall’alveare sono del tipo apiscampo o soffiatore (necessariamente in presenza dell’escludi-regina), onde preservare la qualità del prodotto.

E’ vietato l’uso di sostanze repellenti, fumo compreso, così come la distruzione delle api nei favi come metodo associato alla raccolta dei prodotti.

I melari vanno asportati quando le cellette che contengono il miele risultano essere opercolate per non meno dei 3/4 della totalità del favo, ovvero quando il nettare è totalmente trasformato ed il miele ottenuto non supera il 18% d’umidità. Nel caso in cui attendere questo momento non fosse possibile (per esempio per rischio di mescolare due raccolti), sarà necessario procedere alle operazioni di deumidificazione (cfr. Art.8).

Il raccolto deriva da favi di melario privi di covata o polline.

Sin da questa fase, sono prese le precauzioni necessarie ad evitare la contaminazione (con polvere, sporcizia, contatto con insetti o altri animali, sostanze estranee) e l’assorbimento d’umidità dall’aria da parte del miele.