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25/05/2014: FASE 0 in progress

Il Parco della Mandria si trova all’interno di un patrimonio gestito dall’ente Parchi Metropolitani della Regione Piemonte.

Dal 2010 attraverso l’attuazione della 2° variante del piano area (qui), tutti i Comuni che gravitano attorno al Parco devono recepire nei loro programmi e regolamenti non solo le norme tecniche ma anche i nuovi limiti geografici del parco.

Esiste un discreto numero di microaziende (familiari e non) che hanno investito nella conduzione di attività agricole mirate alla produzione di qualità, sposando le ricchezze ed il patrimonio storico del territorio.  

Un esempio fra tutti è lo sviluppo di una decina di attività di apicoltura amatoriale e professionale, con un età media inferiore ai 48 anni.

Un vero e proprio rinnovamento, che ha di suo un terreno molto fertile. Quello dell’insegnamento di grandi maestri come Emilio Rolle, Bonci, e nel mio caso di Virgilio Pagliai (classe 30).

Prendendo esempio dal recente progetto Stupinigi Fertile, siamo di fronte ad un’area protetta di dimensioni enormi, in cui si spazia da zone pedemontane fino alla Ceronda ed alle pianure del parco. Ettari di boschi e prati veri, dove ancora pascolano cervi, lupi, cinghiali liberi. Il Parco è un indicatore fantastico di armonia e biodiversità, e le api lo valorizzano per prime.. perché non farlo noi? Il progetto che ho avviato da un anno è la creazione di un polo di qualità di prodotti e mieli del Parco della Mandria.

Attualmente alcuni apicoltori sono già talmente bravi da aver vinto premi in varie occasioni. Non c’è da stupirsi: li ho conosciuti uno ad uno e posso affermare che lavorano bene. Ma  c’è un vantaggio: abbiamo a disposizione una natura meravigliosa.

 

METODO

Grazie al progetto Biodiversità di SlowFood della Condotta di Torino e grazie al responsabile, Luca Miserere, i nostri mieli di tarassaco-ciliegio e di acacia sono entrati nell’Arca e nel Salone del Gusto (2014).

La chiave di volta è un principio di autoaffermazione: i mieli ci sono, la api bottinano i fiori del Parco, il pubblico li apprezza da sempre; la storia del Parco ha testimonianze di apicoltura anche non recente ma che si sono protratte fino ai giorni nostri.

Il collante di questo progetto è un disciplinare di qualità, che armonizzi i migliori principi di

rispetto della natura

metodi tradizionali di conduzione apistica

metodi di produzione

Con l’Arch. Graziella Roccella del progetto Smartfood lavoriamo per la nascita e l’affermazione del polo anche grazie ad attività didattiche all’interno delle mura ed al recupero architettonico -già avviato- di alcune aziende agricole nel perimetro del Parco, mirate essenzialmente al rispetto del patrimonio storico.

Il termine è spesso usato impropriamente, ma in questo ‘rispetto’ non c’è solo un comportamento soggettivo e squisitamente libero, arbitrario (e dunque non misurabile!). Perché sia Smart, il Food è il frutto di una scelta attraverso la quale l’azienda progetta gli spazi, i lavoratori, le strutture. L’insediamento può inoltre essere migliorativo se si aggiungono pratiche virtuose di recupero e riciclo di energie (biomasse), di scarti di lavorazione.. che danno un contributo all’azienda senza depauperare l’equilibrio del territorio circostante.

 

Il polo di produttori del Parco della Mandria si prefigge non tanto di essere un gruppo eterogeneo di agricoltori ma un simbolo della vera ricchezza del Parco. Una garanzia per chi sceglie di mangiarlo, di annusarlo, in ogni sua eccellenza.

ATTUAZIONE

0: UNIONE DEI PRODUTTORI :

La prima e delicata fase di aggregazione tra i produttori è certamente la fase più delicata. Si tratta di trovarsi in periodi in cui il lavoro di ciascuno richiede molto sforzo e punta verso il suo massimo. A differenza dai metodi di allevamento intensivi la manualità è molto accentuata. In questa fase è essenziale tracciare una linea guida con obiettivi e definire in che modo si intende stabilire l'unione.